Settimana 37, 2026
Weekend della settimana 37 che, come direbbe il caro @InstaPela, possiamo tranquillamente definire come 100% ciclismo.
Quale modo migliore di abbandonare le fatiche della settimana lavorativa se non con una pizza da asporto per pranzo? Classico posizionamento nel solito parco gremito di bambini che giocano a palla e anziani che sfogliano il giornale; mattinata che è un rito pre-partita.
Colpo di gas destinazione Felloniche, luogo conosciuto praticamente solo per il lago di pesca sportiva, la discoteca afro e il “Muur” al 18% che porta a S. Lorenzo in Scanno; non è difficile indovinare fra questi il motivo per cui siamo qua.
Quest’anno il Memorial Pantani (corsa 1.1, già alla 22sima edizione) presuppone spettacolo, con una startlist che comprende corridori del calibro di Lipowitz, Pellizzari, Hindley e Martinez, passando per il cavallo svizzero della UAE al dorsale nr.1 della scorsa edizione; di base fuochi d’artificio per una delle corse minori di fine stagione. Letteralmente una griglia di partenza che unisce squadre CT a non pochi corridori che qualche settimana fa erano ad una garetta chiamata Giro di Francia, niente di troppo conosciuto in fondo.
Arrivati sul posto facciamo appena in tempo a finire una breve recon della salita che ci prendiamo bene per la quantità di gente presente. Solitamente al Pantani non ci sono troppe persone, quest’anno però l’alto livello dei partenti ha spinto un centinaio di persone a raggiungere il GPM di giornata, che sebbene sia uno strappo di appena 2km, ha all’interno una rampa da 7-800mt al che fa letteralmente sputare sangue.
Insomma, tanta gente su strade che per me sono di casa. Riconosco le strade, conosco le buche, sono gasato.
Mentre ci posizioniamo in strada nell’unico spiraglio di ombra presente ne vediamo passare di tutte: dall’amatore convinto che fa SFR prima della gara al vecchietto con il completo Fassa Bortolo, scene viste e riviste. Alla prima ascesa del gruppo tutto abbastanza tranquillo e in controllo, se non fosse per il buon Bais che è già in fuga (passerà continuamente nel gruppo di testa, valendogli il premio di combattivo di giornata).
Probabilmente l’highlight di giornata si vede già ora, quando 10′ dopo il passaggio del fine corsa ci troviamo Caruso attaccato ad una Jeep che si fa trasportare per lo strappo ridendo e salutandoci, quasi a dire: “io il mio l’ho fatto, a 38 anni basta soffrire”, e beh non puoi dargli torto farei così anche io.
Già al secondo e terzo giro si cominciano a vedere dei distacchi interessanti nel gruppo; buono il trio italiano di testa Bais-Pellizzari-Crescioli che comanda sempre la corsa.
In questo momento Teresa mi sgrida un po’ piccata, perché avendo Giulio a mezzo metro da me ho deciso di gridare a squarcia gola “avanti Ludovico!”, oggettivamente posso darle ragione, ma il suo intervento a DNF mi è piaciuto troppo per non tifarlo non posso farci nulla. Avanti Crescio – sappi che non supporterò mai una squadra francese ma il prossimo anno mi gaserai in WT.
Piccolo inciso che tengo a fare.
Durante la gara (ripeto, siamo sul GPM di San Lorenzo in Scanno a Felloniche, di base stessa popolazione che trovi nella città meno popolosa del Wyoming) vediamo sbucare dal nulla Davide Piganzoli in mezzo al pubblico.
Dopo qualche apprezzamento detto a bassa voce e un po’ di gaso generale è stato come se nulla fosse, mentre però mi convincevo sempre di più che è proprio questa l’essenza del ciclismo.
Qualche mese prima ero a tifarlo a bordo strada mentre faceva da ultimo uomo al vincitore del Giro d’Italia, mentre ora è a fianco a me a sostenere i suoi amici presenti in gara come se nulla fosse. Excitement totale.
Presente anche la sua compagna, a cui Pellizzari mima un bacio scherzoso mentre passa al quarto scollinamento; compagna che subito prende in giro Davide per averlo ricevuto al posto suo. Tutto bellissimo.
Ripeto e ricordo che questi due amici che giocano tra di loro saranno probabilmente gli uomini più importanti dell’Italia al prossimo mondiale a Montreàl. Una leggerezza unica quella che traspare da tutto ciò; il momento storico perfetto per essere a bordo strada.
Torniamo alla gara.
Io e Teresa facciamo appena in tempo a vedere un Lenny Martìnez passare in forma Van Uden – Colle delle Finestre 2025 (chi c’era sa) dopo il fine corsa per poi correre alla macchina parcheggiata ai piedi della salita.
Sia chiaro, il buon Lenny mi ha fatto emozionare sull’Alp d’Huez due mesi fa, fosse per me ora potrebbe anche fermarsi al Bar Sport delle Felloniche per prendersi un gin tonic, la stagione l’ha già fatta. Spezzando una lancia a favore caro Lenny però, parlo di lui come se fosse l’unico sofferente di giornata ma non è assolutamente così; nel Muur Felloniche si sono visti occhi spiritati, catenine d’oro in bocca e un silenzio che in gruppo non si sente spesso. Fatica totale.
Dopo il 4°passaggio sullo strappo gas a martello verso Cesenatico, per vedere l’arrivo sotto la statua dedicata a Marco. Troviamo qualche strada chiusa e un paio di ingorghi di troppo ma come al solito la dea bendata ci assiste con un parcheggio minuscolo proprio a un centinaio di metri dall’arrivo.
Ci passa davanti a velocità folle il gruppo di testa, e tempo di metterci sotto al palco che vediamo vincitore un irreprensibile Izaguirre davanti al nostro caro Giulio. Forse poteva partire prima, forse poteva gestirsi diversamente, forse veramente poco importa. Dalla Vuelta a Burgos di inizio Agosto non è mai uscito dalla top10, con il Deutschland Tour e le classiche 1.1 italiane sembra stia trovando un ritmo che fa ben sperare per il Canada.
Il Pantani si conferma come una gara che inspiegabilmente è da seguire ogni anno. Come gran parte del ciclismo non-1.Pro è una gara piena di piccoli dettagli, attenzioni e peculiarità che non trovo spesso nelle gare WT. Parlo di mortadelle da peso record regalate alla top3 di giornata, di spettatori che si emozionano al fatto di essere ripresi in Rai, di organizzatori che da più di vent’anni cercano di ricordare Marco nel modo migliore di tutti: far correre tutti a tutta.
La giornata ormai si conclude con un sorriso – con la brezza di settembre che inizia a farsi sentire, optiamo per il primo ramen della stagione (specialità culinaria proprio di Cesenatico xd) mentre ripercorriamo la giornata di oggi ritagliando a dovere i video fatti.
Per concludere il fine settimana, dopo una domenica abbastanza tranquilla (classici 70km di scarico e hamburger homemade, ma che vita facciamo?) ci chiudiamo totalmente nel GP Montreàl, gara serale che ci fa andare letto con un Del Toro sempre più dominatore e un Remco sempre più entertainer. In due settimane ci sarà da divertirsi davvero, seguiranno pronostici.
Si chiude la settimana 37 con una menzione al Falco Bortolamedi, che chiude i mondiali di IM70.3 in una top10 in classifica con i mostri sacri di questo sport; non si è fatto avere neanche stavolta.
Fine settimana 37, ci aggiorniamo prossimamente.
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Memorial Pantani – First Try
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